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5. November 2023

«LUCA PIGNATELLI. ASTRATTO»

Mostra Museo delle Culture (MUSEC) Lugano, fino al 12 maggio 2024

Immagine: Ritratto Luca Pignatelli – Photo Giuseppe Anello

Luca Pignatelli, Architettura dell'io, 2021-2022 - Photo Marco Davolio

Immagine: Luca Pignatelli, Architettura dell’io, 2021-2022 – Photo Marco Davolio 

Il MUSEC ospita una iniziativa dal grande valore storico-artistico. Le sale del museo svizzero accoglieranno infatti la prima personale di Luca Pignatelli (Milano, 1962), dedicata esclusivamente alla sua ricerca astratta, a cui si è dedicato nell’ultimo decennio di attività. L’esposizione, dal titolo «Astratto», è nata da un lungo e continuo dialogo, iniziato due anni fa, tra l’artista milanese e Francesco Paolo Campione, curatore della mostra e direttore del MUSEC, condotto su un filo dialettico che univa ricordi e riflessioni direttamente suscitati dalle opere, dai libri, dalle fotografie e dagli oggetti che riempiono e animano il grande atelier di Luca Pignatelli. Un confronto che ha permesso di far emergere il senso che assume per Pignatelli il lavoro sull’astrazione, che porta verso nuovi territori la sua personale e distintiva relazione alla materia e al tempo che caratterizza fin dagli inizi tutta la sua vasta ricerca.

La rassegna presenta quarantanove opere, per lo più inedite, di grandi dimensioni, ricavate da larghe porzioni di teloni ferroviari dismessi, giuntati, cuciti, forati, bruciati, e poi dipinti e lavorati con inserti di diversa natura. Una materia esausta e ulteriormente ridotta ai minimi termini per restituire, secondo le modalità espressive dell’astrazione, il sapore di un universo costruito da una molteplicità di significati.

Cenni biografici

Luca Pignatelli nasce 1962 a Milano, dalla psicologa Carla Autelli (1935-2022) e da Ercole Pignatelli (n. 1935), pittore e scultore di origini leccesi. Frequenta la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dove l’interesse costante nei confronti di ciò che con il tempo egli definirà «crescita sedimentaria della storia» lo porta in particolare a confrontarsi con gli scritti e le visioni di Adolf Loos e Aldo Rossi. In particolare, Pignatelli sente forte il richiamo dell’idea di edificio e di città come sommatoria organica degli stili e delle epoche che si sono succedute.

Dai disegni su carta e su masonite la sua produzione si è sviluppata attraverso l’uso eterodosso e la diversificazione sperimentale di materiali e di tecniche, indirizzandosi sempre più verso opere di grande formato.

I luoghi privilegiati della sua ricerca sono le fabbriche, gli arsenali militari e i depositi anonimi delle città portuali che si integrano ai grandi edifici – templi, cattedrali e monumenti – che hanno definito il paesaggio antropico della storia europea. A partire dagli anni Novanta, Pignatelli ha introdotto l’uso, come supporti, di materiali che hanno esaurito la loro precedente destinazione d’uso, e già di per sé pittorici, come la tela di canapa dei convogli ferroviari e, successivamente, le carte assemblate, i tessuti, le vecchie tavole di legno, le lastre di ferro zincato e i tappeti persiani. 

Per quanto riguarda la sua estetica, si è affermato da un lato un interesse precipuo al dialogo con la storia e con la natura, dimensioni incarnate da immagini della statuaria classica (muse, eroi e imperatori), dalle memorie archeologiche dell’antichità, da orme di paesaggi naturali e urbani, da calligrafie e da caratteristiche allegorie della modernità come i dirigibili, gli aeroplani, le navi e i treni a vapore; dall’altro lato si è fatto via via strada un linguaggio astratto, fatto di porzioni di materia che si stratificano su supporti di recupero. 

Luca Pignatelli, Parete ipogea [Underground Wall], 2019. Dyptich, 260×360 cm © Luca Pignatelli - Photo Michele Sereni 

Immagine: Luca Pignatelli, Parete ipogea [Underground Wall], 2019. Dyptich, 260×360 cm © Luca Pignatelli – Photo Michele Sereni 

Fra le principali esposizioni temporanee ricordiamo: la XII Quadriennale d’Arte di Roma (1996), la 53a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia (2009) e le personali tenute al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2009); al MAMAC – Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza (2009); all’Istituto nazionale per la grafica di Roma (2011); al Museo di Capodimonte di Napoli (2014); alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (2014); alla Galleria degli Uffizi di Firenze (2015); al Gran Teatro La Fenice di Venezia (2017); al Museo Stefano Bardini di Firenze (2019); alla New York Historical Society (2022); e al MUSEC – Museo delle Culture di Lugano (2023). Oltre che in prestigiose collezioni private europee e americane, le opere di Pignatelli sono conservate da importanti istituzioni museali, fra le quali ricordiamo: la New York Historical Society di New York; la Galleria degli Uffizi di Firenze; il Museo di Capodimonte di Napoli e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.

cp

Contatto:

https://www.musec.ch/espone/esposizioni/tutte-le-esposizioni/Luca-Pignatelli.-Astratto.html

#LucaPignatelli #Astratto #MUSEC #MuseodelleCultureLugano #FrancescoPaoloCampione #CHcultura @CHculturaCH ∆cultura cultura+

 

 

  • Beitrags Information
  • Author
  • Daniel Leutenegger
  • 5. November 2023
  • Museum, Ausstellung, Galerie

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