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13. Mai 2019

«GERTSCH – GAUGIN – MUNCH. CUT IN WOOD»

Esposizione Museo d'arte della Svizzera italiana Lugano, fino il 22 settembre 2019

Bild oben: Edvard Munch, Mädchen auf der Brücke [Pikene på broen], 1918, Holzschnitt und Lithografie auf Velinpapier, Bild: 49,5 x 43 cm; Blatt: 70,5 x 59 cm, Privatsammlung (durch freundliche Vermittlung von Galleri K, Oslo) – Foto: Reto Rodolfo Pedrini

Il Museo d’arte della Svizzera italiana celebra uno degli artisti contemporanei svizzeri più significativi, Franz Gertsch. La mostra ideata dallo stesso artista e co-curata da Tobia Bezzola, direttore del museo, presenta nove monumentali incisioni di Franz Gertsch accanto a una selezione di oltre settanta xilografie di Paul Gauguin e Edvard Munch.

Franz Gertsch è stato chiamato a collaborare con il Museo non solo in veste di artista ma anche come curatore. Questo invito è stato accolto e rielaborato dall’artista con una sorprendente proposta: quella di presentare le sue xilografie in dialogo con le opere di coloro da lui considerati maestri assoluti dell’incisione tra Ottocento e Novecento, Paul Gauguin (1848-1903) e Edvard Munch (1863-1944).

franz gertsch

Bild: Franz Gertsch, Rüschegg, 1989, Holzschnitt (eine Platte), 234 x 181 cm, Abzug Dunkelblau auf Kumohadamashi-Japanpapier von Heizaburo Iwano, 276 x 217 cm, 8/18, Privatsammlung (durch freundliche Vermittlung von Galleri K, Oslo) © Franz Gertsch – Foto: Dominique Uldry 

In un primo momento, questa può sembrare una scelta singolare: le xilografie di Gauguin e Munch sono opere di piccolo-medio formato, contraddistinte da linee estremamente espressive e accesi contrasti cromatici, mentre le monumentali incisioni di Gertsch si presentano come vaste superfici monocrome, costellate da una miriade di minuscoli punti di luce. Tuttavia, al di là della distanza storica e delle differenze stilistiche, fra i tre artisti esistono profonde affinità, che vanno ben oltre la comune padronanza della tecnica xilografica e la volontà di testarne ed espanderne i limiti. Da un punto di vista tematico nelle opere di Gertsch, Gauguin e Munch ritroviamo un intenso intreccio di malinconia ed eros, una visione mistica del paesaggio e della natura, così come un senso di solitudine e di alienazione dell’artista rispetto alla società.

Come ha dichiarato lo stesso Gertsch: «[…] io mi sento vicino a Gauguin e Munch nel loro approccio estremamente personale alla tecnica xilografica. Tutti e tre abbiamo elaborato un linguaggio molto particolare in questa tecnica. La nostra produzione xilografica è in qualche modo unica».

Gauguin incide i blocchi di legno con qualsiasi strumento disponibile: sgorbie, coltelli, carta vetrata, punteruoli e li rielabora continuamente, anche in fase di stampa. Munch scompone le matrici delle sue opere in vari pezzi utilizzando colori diversi per poi ricomporli come un puzzle e procedere con la stampa di un’immagine a più colori in un solo passaggio. Entrambi stravolgono i canoni dell’incisione su legno stabiliti sin dal XV secolo e lo stesso attua Gertsch quando, nel 1985, decide di sospendere la produzione dei dipinti realisti di grande formato che lo hanno reso celebre sin dagli anni Settanta per dedicarsi all’esplorazione della tecnica xilografica.

Come i suoi predecessori, Gertsch elabora un procedimento rivoluzionario per creare le sue incisioni evitando del tutto la linea: l’artista incide sulla matrice una trama fittissima di punti che determina le zone luminose e la cui modulazione permette all’immagine di delinearsi. Date la meticolosità della tecnica e le dimensioni monumentali delle matrici, la realizzazione di ogni xilografia richiede all’incirca un anno di lavoro. Da ogni matrice Gertsch realizza esemplari di tonalità diverse con inchiostri da lui stesso preparati e stampati su enormi fogli di carta appositamente realizzati da un cartaio giapponese: il risultato di questo laborioso procedimento è un insieme di opere immersive che offrono un’esperienza visiva unica e invitano alla contemplazione.

Per tutti e tre gli artisti la xilografia non rappresenta semplicemente una possibilità tecnica di riprodurre fedelmente i loro dipinti: l’opera incisa si pone piuttosto in costante dialogo con la produzione pittorica. Nelle incisioni di Gauguin ritroviamo, sotto un aspetto decisamente più oscuro e misterioso, le esotiche scene di vita quotidiana e le figure femminili che contraddistinguono le sue tele più celebri. Anche le xilografie di Munch non si limitano a riprodurre i motivi dei suoi dipinti, come Il bacio o Ragazze sul ponte, ma piuttosto li elaborano ripetutamente alla ricerca di ulteriori modulazioni atmosferiche e variazioni compositive. Lo stesso vale per Gertsch, che spesso utilizza la medesima immagine fotografica come punto di partenza sia per i suoi dipinti che per le sue xilografie: nel suo caso, il ricorso a tecniche diverse apre orizzonti figurativi completamente nuovi.

La mostra nasce dal desiderio di celebrare la straordinaria carriera di uno dei principali esponenti dell’arte svizzera in vista del suo 90esimo compleanno, e si inserisce nella serie di esposizioni che il MASI quest’anno dedica alla storia dell’arte elvetica: inaugurata con il progetto dedicato al Surrealismo svizzero, si concluderà con uno sguardo rivolto alla produzione contemporanea di più stretta attualità, grazie alla monografica di Julian Charrière, classe 1987, prevista per il prossimo autunno.

L’artista

Franz Gertsch nasce l’8 marzo 1930 a Mörigen. La sua formazione artistica si svolge principalmente a Berna presso Max von Mühlenen e Hans Schwarzenbach. Nel 1969 Gertsch decide di dedicarsi a un’arte di tipo realista iniziando a realizzare dipinti di grande formato a partire da diapositive. Nel 1972 partecipa alla Documenta 5 di Kassel dove la sua opera riscuote un grande successo. Nel 1985 l’artista sospende l’attività pittorica per dedicarsi alla creazione di xilografie monumentali tramite una tecnica rivoluzionaria che consiste nella creazione dell’immagine attraverso una miriade di minuscoli punti incisi sulla matrice. Gertsch riprende a dipingere nel 1994 e da allora alterna la produzione di dipinti e xilografie dedicati ai soggetti esplorati nel corso della sua carriera: vedute della natura, motivi vegetali, scene di gruppo e ritratti.

Il catalogo

Il catalogo della mostra, edito da Kehrer, contiene riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, testi di Tobia Bezzola (direttore del MASI), Gerd Woll (per anni capo curatrice del Museo Munch di Oslo) e una conversazione tra Franz Gertsch e Gerd Woll che esplora il rapporto dell’artista con la tecnica xilografica. Disponibile in edizione italiana, tedesca e inglese.

La mediazione culturale

Oltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 11:00, sono previste per tutta la durata della mostra numerose attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione da parte del pubblico e a trasformare la visita in un’esperienza arricchente ed emozionante.

Il programma è disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch

A cura di Franz Gertsch e Tobia Bezzola

cp

Contatto:

http://www.masilugano.ch/it/801/gertsch-gauguin-munch

#MASILugano #GertschGauginMunch #FranzGertsch #PaulGaugin #EdvardMunch #TobiaBezzola #CHcultura @CHculturaCH ∆cultura cultura+

paul gaugin

Bild: Paul Gauguin, Duftend [NOA NOA], 1893-1894, Farbholzschnitt auf Japanpapier, Bild: 35.4 x 21.5 cm; Blatt: 39.7 x 25 cm – Aus der Suite Noa Noa, Privatsammlung (durch freundliche Vermittlung von Galleri K, Oslo) – Foto: Reto Rodolfo Pedrini 

 

 

  • Beitrags Information
  • Author
  • Daniel Leutenegger
  • 13. Mai 2019
  • Museum, Ausstellung, Galerie

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