Esposizione Museo Comunale d’Arte Moderna, Ascona, fino al 6 settembre 2026

Immagine: Luisa Figini, Con passo d’infanzia, 2025; acquerello su carta; serie; ogni elemento 70×100 cm; ph. Cosimo Filippini; © Luisa Figini
La mostra antologica di Luisa Figini presenta una selezione meditata di opere fondamentali nella costruzione del suo lungo percorso creativo.
Luisa Figini è una figura poliedrica: fin dagli anni Ottanta guarda all’arte contemporanea e assorbe linguaggi espressivi multimediali, che rielabora in una poetica personale ma di particolare rilievo nella ricerca artistica della sua generazione. Incentrato sull’utilizzo di materiali insoliti e plasmato da contatti con ambienti artistici svizzeri ed europei, il suo lavoro assimila e trasforma tendenze vicine all’arte povera, al concettuale, alla videoarte. In linea con singole ricerche sperimentali e polimateriche presenti in quegli anni anche in Ticino, il suo fare prende forma in un’opera di ampio respiro idealmente collocabile nel contesto internazionale del suo tempo.
Nel percorso espositivo, linguaggi visivi sempre diversi interagiscono fra loro, secondo fili tematici correlati e dinamiche complesse, e si declinano nella sperimentazione con un’ampia varietà di media e materiali. Dalle prime esperienze con la ceramica – un intimo, viscerale rapporto con la materia e con i limiti della sua resistenza e potenzialità espressiva – l’artista passa a installazioni realizzate con materiali naturali – cere, capelli, budelli, carta – e sintetici – reti metalliche –, con video e con audio, per arrivare a lavori ibridi in cui la proiezione d’immagini in movimento si mescola alla pittura e al disegno.
L’esplorazione progettuale-artistica di Luisa Figini evolve e si affina negli anni in una riflessione sul ruolo dell’arte visiva come strumento comunicativo concettuale: il superamento delle difficoltà tecniche traduce la potenza espressiva che – paradossalmente – si annida nella fragilità; nuclei tematici legati a istanze come l’oggetto, il corpo, la relazione, la memoria innescano un dialogo destabilizzante fra mondi dissimili.
Luisa Figini lavora sull’esperienza sensoriale, sul vedere, sul sentire e su una percezione intuitiva dello spazio e dell’altro: nel confronto con ambiti di natura scientifica, interroga il nostro ruolo sociale e la nostra identità antropologica.
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Kommentare von Daniel Leutenegger