ch-cultura.ch
  • SUCHEN
  • ARCHIV
  • SPENDEN
  • KONTAKT
  • NEWSLETTER
    • Newsletter abonnieren
    • Newsletter-Archiv
  • LINKS
  • CH-CULTURA.CH
  • BÜRO DLB
    • Daniel Leutenegger (dlb)
    • Dienstleistungen
    • Tätigkeitsgebiete
    • Arbeitsweise
    • Publikationen
    • Veranstaltungen
    • O-Ton / Video
    • dlb-Vogel
    • Nostalgia
    • Merci
  • SUCHEN
  • ARCHIV
  • SPENDEN
  • KONTAKT
  • NEWSLETTER
    • Newsletter abonnieren
    • Newsletter-Archiv
  • LINKS
  • CH-CULTURA.CH
  • BÜRO DLB
    • Daniel Leutenegger (dlb)
    • Dienstleistungen
    • Tätigkeitsgebiete
    • Arbeitsweise
    • Publikationen
    • Veranstaltungen
    • O-Ton / Video
    • dlb-Vogel
    • Nostalgia
    • Merci

25. Juli 2022

«MARIANNE WEREFKIN E WILLY FRIES – DUE VISIONI A CONFRONTO 100 ANNI DEL MUSEO DI ASCONA»

Esposizione Museo Comunale d’Arte Moderna, Ascona, fino al 15 agosto 2022

Immagine: Willy Fries, La pittrice Marianne Werefkin, 1921, Olio su tela, 60 x 48 cm, Collezione Comune di Ascona 

La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Righini-Fries di Zurigo, rappresenta una singolare occasione per festeggiare i cento anni dalla nascita del Museo di Ascona. Essa mette a confronto l’opera della pittrice russa Marianne Werefkin (Tula 1860 – Ascona 1938), che ha concorso a fondare il Museo di Ascona, con quella del più giovane amico pittore zurighese Willy Fries (Zurigo 1881 – Zurigo 1965), con il quale aveva stretto una profonda amicizia, durante il suo soggiorno ad Ascona nel 1921, introducendolo nella vivace vita culturale dell’Ascona di allora, animata dal fermento creativo di artisti e di intellettuali anticonformisti e originali, capaci di convivere in modo solidale con la popolazione del luogo, profondamente religiosa e tollerante.

La mostra si sviluppa intorno alle lettere che Werefkin scrive a Fries tra il 1921 e il 1925, proprio durante gli anni in cui era impegnata a fondare il Museo di Ascona. Questo nasce nel 1922 grazie alla donazione da parte degli artisti residenti ad Ascona e dei loro colleghi e amici svizzeri e internazionali di loro opere al Comune, ottenendo in cambio uno spazio dove promuoversi.

Un’idea di «autogestione» artistica rivoluzionaria, promossa in gran parte da Werefkin, con l’intento di creare un Museo vivo in difesa dell’autenticità soggettiva dell’artista creatore che, responsabilmente, si sarebbe presentato non «come un commerciante con la sua merce», ma come un «donatore felice e che diffonde gioia».

Grazie a questa presa di posizione originale, che dà valore all’essere artisti autentici e moralmente responsabili nei confronti della società nel suo farsi, e non in base a pregiudizi culturali, a mode o a interessi di comodo, Werefkin trova nel giovane Willy Fries un valido alleato che come lei, anche se con stile impressionista diametralmente opposto al suo espressionista, per tutta la vita ha cercato di esprimere con sincerità la propria personalità e visione del mondo, per quanto differente, non allineata, o fragile, rispetto ai pregiudizi del mondo dell’arte o della società.

Ne scaturisce un intenso dialogo di sincera amicizia, dove Werefkin può confidargli le sue sofferenze e le sue preoccupazioni economiche, derivate dalla fine della sua relazione quasi trentennale con Alexej Jawlensky che, a sessant’anni, sola, la obbliga a vivere ai limiti della sopravvivenza. Tuttavia, grazie agli aiuti di amici influenti come Willy Fries (a Zurigo era a capo di diverse associazioni d’artisti), che le trovano occasioni espositive e aiuti materiali, alla solidarietà del popolo di Ascona e alla sua storia alternativa legata alla comunità di Monte Verità, Werefkin riesce a mantenere integra la sua dignità senza mai svendersi. Anzi, si prodiga così tanto per la causa del Museo, da privarsi della possibilità di vendere quattro sue opere e tre dei suoi amici pittori Cuno Amiet, Paul Klee e Arthur Segal, di sua proprietà, preferendo donarle.

L’articolazione della mostra, che per la prima volta mette in dialogo una cinquantina di opere di Werefkin con altrettante di Fries, permette al visitatore di stabilire affinità e differenze tra i due artisti dal percorso artistico diametralmente diverso: lei, l’aristocratica donna di mondo russa, la levatrice del Blaue Reiter, intensa e visionaria; lui, l’esponente dell’alta borghesia di Zurigo, legato alla tradizione accademica di Monaco, ironico ed essenzialmente realista. Nonostante ciò, entrambi erano uniti da una profonda fiducia nella spiritualità umana ed erano consumati dall’amore per l’arte, che rappresentava per loro una realtà superiore a cui tendere. Ma soprattutto erano due artisti sinceri e autentici che sono rimasti fedeli ai loro ideali, senza mai scendere a compromessi sul piano stilistico e forse anche morale.

ma

Contatto:

https://www.museoascona.ch/it

#MarianneWerefkin #WillyFries #MuseodiAscona #MuseoComunaledArteModernaAscona #CHcultura @CHculturaCH ∆cultura cultura+

Marianne Werefkin Ascona 1920 ca. Tempera su carta incollata su cartone 45.5 x 35 cm  Collezione Comune di Ascona

Immagine: Marianne Werefkin, Ascona, 1920 ca., Tempera su carta incollata su cartone, 45.5 x 35 cm, Collezione Comune di Ascona 

 

 

  • Beitrags Information
  • Author
  • Daniel Leutenegger
  • 25. Juli 2022
  • Museum, Ausstellung, Galerie

Vorheriger Beitrag

«RENÉ BURRI – LOCARNO FILM FESTIVAL»

Nächster Beitrag

JAZZCHUR BEGRÜSST ZUM SOMMERFESTIVAL IN DER GANZEN STADT

Daniel Leutenegger

Daniel Leutenegger

Redakteur

Beiträge von Daniel Leutenegger

  • Ingeborg Kaiser, ca. 1995 - Foto: © Yvonne Böhler, https://ead.nb.admin.ch/html/kaiser_ingeborg.html
    DIE DEUTSCH-SCHWEIZERISCHE SCHRIFTSTELLERIN INGEBORG KAISER IST GESTORBEN

    8. Juni 2026

  • «Kontakthof - Echoes of 78», Pina Bausch - Foto: © Karl-Heinz Krauskopf LAC Lugano Arte e Cultura
    LUGANO DANCE PROJECT 2026: «DANCE & HERITAGE – TANZ & KULTURELLES ERBE»

    8. Juni 2026

  • «Bester deutschsprachiger Comic-Künstler» Franz Suess (links) mit dem Schweizer Moderator Christian Gasser (rechts) - Copyright: Internationaler Comic-Salon Erlangen – Foto: Erich Malter, 2026
    MARTIN OESCH UND LINA BRAZEROL AUS DER SCHWEIZ AM COMIC SALON ERLANGEN (D) AUSGEZEICHNET

    8. Juni 2026

  • ch-cultura.ch Balken hausrot breit schmal
    SOEBEN VERSCHICKT: DER NEWSLETTER 10/2026 VON CH-CULTURA.CH

    7. Juni 2026

  • KIM DE L’HORIZON AUS DER SCHWEIZ GEWINNT DEN MÜLHEIMER DRAMATIKPREIS UND DEN PUBLIKUMSPREIS 2026

    7. Juni 2026

Kommentare von Daniel Leutenegger

Previous post « Next post »

© 2026 ch-cultura.ch – Schweizer Online-Kultur-Plattform

  • NUTZUNGSBEDINGUNGEN
  • DATENSCHUTZ
  • IMPRESSUM
Facebook LinkedIn Instagram X

Wir verwenden Cookies, um Ihnen das beste Erlebnis auf unserer Website zu bieten.
Mehr darüber erfahren Sie in den .

ch-cultura.ch
Übersicht

Diese Website verwendet Cookies, damit wir Ihnen die bestmögliche Benutzererfahrung bieten können. Cookie-Informationen werden in Ihrem Browser gespeichert und dienen dazu, Sie wiederzuerkennen, wenn Sie auf unsere Website zurückkehren, und unserem Team zu helfen, zu verstehen, welche Bereiche der Website Sie am interessantesten und nützlichsten finden.

Lesen Sie unsere Informationen zum Datenschutz, um mehr zu erfahren.

Notwendige Cookies

Notwendige Cookies sollte immer aktiviert sein, damit wir Ihre Präferenzen für Cookie-Einstellungen speichern können.

Wenn Sie dieses Cookie deaktivieren, können wir Ihre Einstellungen nicht speichern. Das bedeutet, dass Sie jedes Mal, wenn Sie diese Website besuchen, Cookies erneut aktivieren oder deaktivieren müssen.

Google Analytics

Diese Website verwendet Google Analytics, um anonyme Informationen wie die Anzahl der Besucher auf der Website und die beliebtesten Seiten zu sammeln.

Wenn Sie dieses Cookie aktiviert lassen, können wir unsere Website verbessern.

<p>Bitte aktivieren Sie zunächst "Notwendige Cookies", damit wir Ihre Einstellungen speichern können!</p>