18. Juli 2025
«SPIRIT OF SIMPLICITY. THE MARTIN KURER COLLECTION»
Esposizione MUSEC Lugano, Villa Malpensata, Spazio Maraini, fino al 16 novembre 2025

Immagine: © The Martin Kurer Collection
«Spirit of Simplicity. The Martin Kurer Collection» presenta un inedito dialogo tra una delle più importanti collezioni al mondo di sculture tradizionali della Cordillera filippina e opere d’arte contemporanea asiatica, raccolte dal collezionista.
Una collezione unica nel suo genere, capace di attraversare lo spazio, il tempo e le culture, una riflessione profonda sul valore estetico e concettuale della semplicità.
L’esposizione temporanea, a cura di Nora Segreto e Paolo Maiullari, è costruita come un viaggio nel significato più essenziale della semplicità, declinata in molteplici aspetti. La semplicità, in tal senso, è intesa non come riduzione o sottrazione, ma come scelta consapevole di un potente linguaggio espressivo.
Le cinque direttrici tematiche attorno a cui si articola la mostra – Colore, Matericità, Spiritualità, Stilizzazione, Minimalismo – esplorano altrettante possibilità di intendere la semplicità. Tradizione e contemporaneità si incontrano in un dialogo visivo e percettivo che non intende forzare corrispondenze, ma piuttosto rivelare analogie profonde, tensioni interiori e affinità simboliche. La semplicità, in questo contesto, si manifesta come attitudine dello sguardo: un invito a cogliere l’essenza e a lasciare emergere significati che vanno oltre l’apparenza.
In esposizione 60 opere: 51 provenienti dai popoli Ifugao, Kalinga e Bontok della Cordillera (regione montuosa nel nord dell’isola di Luzon) tra cui sculture antropomorfe, contenitori rituali e oggetti di uso quotidiano – e 9 opere di sei artisti contemporanei provenienti da diversi Paesi asiatici: Li Shirui (Cina), Lao Lianben (Filippine), Endo Toshikatsu (Giappone), Zhang Lin Hai (Cina), Somboon Hormtientong (Thailandia) e Francisco Pellicer Viri (Filippine).
Le loro opere – caratterizzate da superfici monocrome, segni ridotti, materiali essenziali – non cercano l’effetto, ma l’essenza. Un linguaggio che non spiega, ma evoca, che non grida, ma risuona. Tutti sembrano rispondere a una medesima esigenza interiore: ridurre per intensificare, omettere per rivelare.
Questa tensione verso l’essenziale è ciò che anima la visione del collezionista svizzero di casa a Lugano Martin Kurer, le cui opere appartengono ad AsianArt:Future. Martin Kurer inizia a raccogliere la collezione esposta oggi al MUSEC alla fine degli anni Novanta, durante la sua lunga permanenza nelle Filippine, e si sviluppa negli anni successivi con uno sguardo sempre più consapevole e coerente. Al centro del suo approccio, la capacità di riconoscere, in opere provenienti da contesti culturali ed epoche diverse, un linguaggio comune fondato sulla misura, sull’essenzialità e sulla densità simbolica. La collezione non si propone di classificare gli oggetti secondo criteri cronologici o geografici, ma di metterli in relazione tra loro e con lo sguardo di chi osserva. Ciò che conta è l’eco che ciascuna opera riesce a suscitare, la sua capacità di attivare una risonanza intima e profonda.
cp
Contatto:
https://www.musec.ch/pf/the-spirit-of-simplicity-the-martin-kurer-collection/
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Kommentare von Daniel Leutenegger