Esposizione m.a.x. museo, Chiasso, fino al 8 novembre 2026

Immagine: © m.a.x. museo, Chiasso, 2026 – Photo: https://www.facebook.com/photo?fbid=1624890069636717&set=a.746049654187434
La mostra si inserisce nel filone della «grafica contemporanea». Fa parte delle esposizioni che periodicamente il m.a.x. museo dedica alle opere ricevute in donazione e legate alla sua missione ICOM: la grafica, il design e la comunicazione visiva. In questo caso, l’esposizione vuole presentare e rendere visibili al pubblico una selezione di manifesti europei nell’arco temporale di circa un secolo – dall’inizio del Novecento all’inizio del Duemila – donati al m.a.x. museo di Chiasso da artisti, collezionisti e filantropi del mondo dell’arte e della cultura.
La mostra, intitolata «Manifesti che passione! Una collezione di collezioni», vuole mettere in evidenza l’importanza della collezione del Centro Culturale Chiasso arricchita grazie a munifiche donazioni di manifesti, avvenute in questi ultimi quindici anni. Tra queste figurano nuclei tematici facenti parte degli Archivi di graphic designer quali Heinz Waibl, Orio Galli, oltre a importanti fondi di manifesti donati da Bruno Monguzzi (Gran Premio svizzero di design 2025) e Lora Lamm (Gran Premio svizzero di design 2015), nonché donazioni elargite da privati cultori dell’arte, composti da piccole e grandi collezioni di manifesti.
La mostra è dedicata al manifesto, quale elaborato grafico e forma espressiva unica nel suo genere per la capacità di veicolare concetti ed emozioni attraverso il linguaggio icastico e sintetico delle immagini, dei colori, del rapporto compositivo fra larghe campiture e lettering. Il manifesto ha, infatti, caratterizzato la comunicazione di fine Ottocento e Novecento e ancor oggi, sebbene attraverso le modalità multiformi del digitale, accompagna la nostra quotidianità nelle strade, sui mezzi pubblici e nei grandi spazi urbani.
In totale nelle sale del museo sono esposti, con un allestimento minimalista, un’ottantina di manifesti, secondo un criterio tematico-cronologico che evoca la nascita e lo sviluppo della réclame, il suo prosieguo in pubblicità del prodotto con la grafica d’impresa, quindi la comunicazione di eventi e manifestazioni culturali, per abbracciare le grandi campagne pubblicitarie in cui il manifesto è il medium con cui veicolare l’intera corporate identity o corporate image
La proposta espositiva presenta una scelta di opere che fanno riflettere sul percorso della creatività e scuole di pensiero di graphic designer e fotografi di chiara fama, e chiude la stagione espositiva del Centro Culturale Chiasso dedicata alla pulchritudo.
I manifesti presenti nelle sale del m.a.x. museo ripercorrono l’attività di importanti autori, quali Gabriele Chiattone, Emil Cardinaux, Xanti Schawinsky, Lora Lamm, Josef Müller-Brockmann, Willi Rieser, Herbert Leupin, Romano Chicherio, Niklaus Troxler, Orio Galli, Armin Vogt, Sigfried Odermat & Tissi, Richard Feurer, Heinz Waibl, Daniele Garbarino, Armando Losa, Antonio Tabet, Lulo Tognola, Alexander Troehler, Gregory Vines, Jörg Hamburger e Georg Stähelin, Werner Jeker, René Gauch, Roger Pfund e Bruno Monguzzi per citarne solo alcuni in ordine espositivo.
Partendo dalla cromolitografia di inizio Novecento la mostra mette in risalto anche l’affermazione dello «Swiss Style», con il suo rigore compositivo e di lettering geometrico, arrivando alla stampa offset e poi digitale. L’esposizione giunge fino all’inizio dell’era postmoderna, dove la fotografia e i fotomontaggi cambiano il paradigma della comunicazione visiva.
Mostra a cura di Mario Piazza, Nicoletta Ossanna Cavadini
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Immagine: m.a.x. museo, Chiasso, 2026 – Photo: Carlo Pedroli,
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Kommentare von Daniel Leutenegger